+ 13 posizioni dal 2016 e + 60 negli ultimi 5 anni. Nessun altro ateneo al mondo cresce così velocemente!

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POLIMI, L’ATENEO CHE CRESCE DI PIU’ AL MONDO

Siamo primi in Italia, 170esimi nel mondo secondo il QS World University Rankings. “È un ottimo risultato, non tanto perché siamo la prima università italiana, quanto perché abbiamo guadagnato 13 posizioni nell’ultimo anno e 60 negli ultimi cinque. Sfido a trovare un altro ateneo che ha la nostra età e che è riuscito a fare un balzo del genere in così poco tempo” – spiega il Rettore Ferruccio Resta agli Alumni.

ALUMNI AL TOP

Il Poli schizza alla posizione 53 per quanto riguarda il criterio di valutazione della qualità dei laureati (Employer reputation): in sostanza, gli Alumni del Poli sono tra i più apprezzati dalle aziende in tutto il mondo e rappresentano un asset importante in questo senso: la loro professionalità contribuisce significativamente al posizionamento dell’Ateneo. Merito di una preparazione solida e “adattabile”, secondo il Rettore: “L’attenzione che abbiamo messo sulla formazione dei ragazzi in un’era di cambiamenti tecnologici rapidi e di trasformazione delle professioni è un nostro punto di forza. La formazione politecnica è in grado di offrire robustezza nelle basi ma anche di leggere le trasformazioni del mercato. È in forte crescita anche la nostra reputazione accademica, siamo inseriti in contesti internazionali grazie a progetti di ricerca importanti e grazie a relazioni internazionali continue con progetti condivisi con gli atenei del mondo”.

A COSA SERVONO QUESTE CLASSIFICHE?

Oggi milioni di studenti nel mondo fanno le loro scelte guardando proprio queste classifiche. Questi giovani hanno bisogno di numeri sintetici per fare le loro valutazioni. E la stessa cosa fanno i ricercatori che magari devono scegliere l’ateneo dove portare i finanziamenti che hanno ottenuto. Attirare i migliori studenti e ricercatori è importante.

COME MIGLIORARE ANCORA?

Il rapporto studenti/docenti ci penalizza, come anche la dimensione dei campus, piccola in relazione all’altissimo numero di studenti che accogliamo ogni anno. Questi elementi pesano per circa il 20% della valutazione, ed è una cosa su cui il Politecnico sta lavorando intensamente. Proprio in questi giorni, infatti, l’Ateneo ha stanziato 55 milioni di euro per l’ampliamento del Campus Leonardo a partire da un progetto donato da Renzo Piano: “Servono città accoglienti, spazi studi adeguati, residenze, impianti sportivi. Oggi lo studente che sceglie le università nel mondo lo fa anche sulla base di questi servizi e questo è un elemento che pesa su quanto si è attrattivi nei confronti degli studenti che vengono da fuori”.

CI SONO TROPPI STUDENTI?

“Il sistema Italia incentiva le università ad avere tanti studenti, del resto siamo un Paese con troppo pochi laureati, e dunque il finanziamento premia chi ha più studenti. Bisognerebbe anche investire in docenti e ricercatori e pensare a politiche differenziate”. Meno studenti, quindi? Numeri chiusi? “No, ma per alcuni Atenei le quote premiali potrebbero essere legate alla ricerca e ai brevetti, o almeno al numero di studenti e alle innovazioni che producono e che rappresentano il futuro del Paese. È una questione puramente politica”

Fonte: QS – Top Universities