Qual è la dimensione del mercato di riferimento (€ miliardi)? Quali sono le principali aree di applicazione della blockchain? All’interno del mercato, nei prossimi anni, quali ritieni sia l’area che beneficerà maggiormente di questa infrastruttura tecnologica?

Per definizione, la technologia blockchain rappresenta una catena di “blocchi”, o record, connessi insieme e resi sicuri attraverso complesse tecniche crittografiche. Ci sono numerose applicazioni nell’Industria per questa tecnologia, dalla supply chain al data management, dalla sharing economy ai servizi finanziari e progetti ecologici.

La technologia blockchain ha l’abilità di rimuovere il “middle-man” dove non necessario, creando maggiore trasparenza e sostenibilità per il business. Crediamo che progetti con un impatto sociale positivo possano ricevere un grado di utiizzo maggiore e più rapido, generando quindi ritorni più elevati per gli investitori allineati con questi valori positivi.

L’attuale capitalizzazione di mercato di tutti gli asset digitali (a Giugno 2018) è intorno ai € 250 miliardi, anche se ha raggiunto un picco di circa € 800 miliardi lo scorso Gennaio 2018. Diverse stime, specialmente considerando che investitori istituzionali stanno considerando di entrare nel mercato solo adesso, indicano una potenziale crescita a diversi trilioni di euro di capitalizzazione nel giro di 10-15 anni. Gli assets digitali hanno dato vita ad un mercato incredibilmente dinamico e ad elevata crescita che ha suscitato forte interesse da grossi investitori (es. Goldman Sachs, Sequoia Capital, George Soros, Andreessen Horowitz e molti altri).

Utilizzando il modello delle 5 forze di Porter, come descriveresti il mercato di riferimento? Qual è il vantaggio competitivo per eccellenza?

In questo momento c’è un forte focus su nuovi protocolli ed infrastrutture, che pemettano alla tecnologia blockchain di raggiungere un elevato livello di scalabilità. Per rimanere competitivi, alcuni progetti blockchain stanno già lavorando a stretto contatto con aziende multinazionali e leader dei settori di riferimento.

Molti nuovi progetti con team di qualità e partnership di alto livello stanno adesso entrando il panorama blockchain, suggerendo una maggiore competizione ai vertici del mercato. Un fatto che vale la pena notare per questi progetti e’ che c’e’ un enorme concorrenza nell’avere la possibilita’ di partecipare al capital fundraising, visto che questo tipo di progetti ha molte una lista di investitori pronti a versare capitale che cumulativamente supera di decine di volte il capitale che il progetto ha come obiettivo.

Attori già affermati nel mercato (come per esempio Google) stanno sviluppando le loro blockchain internamente, pertanto creeranno sicuramente una forte barriera all’entrata per molti asset digitali.

Allo stesso tempo, alcuni dei progetti crypto già esistenti e alcuni dei nuovi entranti (come per esempio Dfinity) stanno lavorando ai loro progetti da diversi anni ed hanno sviluppato tecnologie completamente nuove, creando algoritmi e strutture estremamente sofisticate, probabilmente uniche a livello globale. Pertanto, questi attori creano a loro volta barriere all’entrata molto elevate per potenziali entranti, anche se già conosciuti nel mercato al di fuori dell’ambito blockchain.

Ad Eterna Capital abbiamo sviluppato un framework proprietario per effettuare due diligence su potenziali investimenti che è estremamente selettivo e valuta diverse dimensioni. Se dobbiamo rispondere alla domanda “qual è il vantaggio competitivo per eccellenza” – beh – diremo sicuramente il team.

Quali sono i metodi ad oggi presenti per avere accesso a questo mercato come investitore? Qual è il ruolo degli intermediari finanziari? Qual è il ruolo dei fondi? Sono strutture “complementari” o “competitor”?

Esistono famosi exchange come Coinbase e Kraken dove una persona può versare Euro ed iniziare la compravendita diretta di criptovalute. Per motivi di sicurezza però, non è raccomandabile mantenere i propri asset digitali sugli exchange, ma è consigliato trasferirgli su “cold storage”, ovvero in portafogli hardware (simili a chiavette USB ma criptati a livello militare).

Bisogna ricordare che in questi portafogli non si “tengono” esattamente gli assets, ma questi hardware servono da accesso agli assets che si possiedono, che sono in realtà localizzati nella blockchain!

Esistono anche diversi siti internet e applicazioni per smartphone che permettono di investire nelle maggiori criptovalute (es. Bitcoin, Ethereum, Ripple), che però rappresentano indici che replicano il prezzo, pertanto non si sta veramente investendo negli assets sottostanti.

Per clienti Istitutionali invece, diverse piattaforme come Coinbase e Ledger hanno appena lanciato dei servizi sofisticati orientati a questa clientela.

Vale la pena ricordare che vista l’elevata volatilità e complessià di questa nuova asset class, ci sentiamo di consigliare agli investitori che entrano per la prima volta in questo mercato di affidarsi ad investitori più esperti, o in ogni caso fare la propria due diligence prima di allocare i propri investimenti.

Esistono diversi intermediari finanziari, primi tra tutti gli exchanges centralizzati, che permettono di acquistare criptovalute con valute FIAT (es. €, $, £ etc.) e viceversa. Questi exchange prendono ovviamente una commissione abbastanza elevata per acquistare / vendere assets, ma offrono elevata liquidità, fondamentale per far funzionare l’ecosistema.

Esistono anche exchange decentralizzati, che funzionano attraverso “Smart Contracts” e che pertanto non prendono commissioni, ma hanno un problema fondamentale di liquidità, anche se alcuni progetti stanno studiando diverse soluzioni per risolvere questo problema. Esistono anche intermediari che permettono di effettuare trading Over-the-Counter, se si hanno volumi molto elevati di cripto assets da scambiare (anche transazioni fino a 2 milioni di Bitcoin).

È interessante perchè, paradossalmente, una delle caratteristiche della tecnologia blockchain è l’eliminazione di intermediari dove non necessari, pertanto in futuro, con lo sviluppo della technolgia, potremmo vedere la scomparsa di alcuni di questi attori.

In questo momento, vediamo questi intermediari come complementari ed utili all’ecosistema, anche se visti i profitti molto elevati generati da questi attori, molti stanno creando i loro fondi per investire in progetti blockchain a loro volta, diventando competitor.

In questo momento esistono fondi con diverse strategie di investimento – Eterna Capital ha un approccio di Venture Capital, investendo nei round iniziali di progetti blockchain con un forte impatto sociale positivo, supportandoli nel lungo periodo attraverso il proprio network.

Puoi descriverci il processo che ha portato alla nascita di Eterna Capital? In cosa si contraddistingue la vostra filosofia? Qual è il target che vi siete posti per i prossimi 5 anni? In termini di asset under management? Di crescita anno su anno? Valutate anche partnership strategiche per crescere?

Asim Ahmad, Nassim Olive ed io lavoravamo da BlackRock a Londra, quando abbiamo realizzato che condividavamo la stessa passione per la blockchain e per gli investimenti. Nassim ci ha quindi presentato Andrea, il nostro CEO, visto che condivideva la stessa passione ed interesse. Abbiamo scambiato diverse idee ed è stato chiaro sin da subito che la nostra esperienza in asset management sarebbe stata un fortissimo valore aggiunto.

Abbiamo quindi deciso di creare una soluzione che permettesse agli investitori istituzionali di entrare nello spazio, per esporsi su questa asset class avendo accesso ai migliori progetti a livello internazionale.

Eterna Capital ha un obiettivo di lungo termine, gettando le basi per diventare un punto di riferimento nel settore. Il nostro attuale target per questo primo Fondo, considerando il livello attuale di liquidità del mercato, è di € 20M. Stiamo già lavorando con diversi partner internazionali sia nel mondo accademico che professionale per sfruttare appieno queste risorse ed investire nei migliori progett

Qual è stato il momento più critico che hai incontrato nell’avvio del fondo Eterna Capital?

Le maggiori difficoltà sono state quelle di trovare una struttura legale robusta in un panorama ancora in evoluzione dal punto di vista della regolamentazione. Dopo mesi di ricerca e contatti con avvocati specializzati nel settore, abbiamo finalmente trovato una struttura legale appropriata.

Puoi descriverci come avviene il processo di selezione per gli investimenti che decidete di intraprendere? Quali sono gli investimenti già fatti? Qual è il periodo medio di un investimento? Quali sono i rendimenti attesi?

Come menzionato, abbiamo sviluppato un framework di due diligence proprietario che ci supporta nel processo di selezione per gli investimenti risultante dalla nostra esperienza professionale e anche nel mondo crypto di diversi anni (il nostro Head of Portfolio Management è stato recentemente intervistato da Bloomberg).

Il portafoglio che stiamo sviluppando è ad elevata convinzione, selezionando progetti di altissima qualità che cercano partner strategici e non soltanto capitale. Le principali caratteristiche che valutiamo nei progetti sono il team, l’idea ed il valore potenziale.

Come Eterna Capital, abbiamo già investito in Origin Protocol e Dfinity e riteniamo che questi due progetti abbiano caratteristiche che sposano perfettamente la nostra filosofia. Abbiamo un orizzonte di investimento di lungo periodo, quindi diversi anni. Non possiamo divulgare o promettere alcun rendimento atteso.

State valutando investimenti etici? In caso positivo, pensate possa un tratto distintivo per Eterna Capital?

Abbiamo strutturato il nostro investimento intorno a diversi pilastri:

  • Migliore qualità della vita
  • Disintermediation (rimuovere il “middle-man” dove non necessario)
  • Progresso Tecnologico per aumentare l’efficienza (es. Intelligenza artificiale, scalabilita’ della blockchain )
  • Migliore trasparenza e tracciabilità (es. Transazioni finanziarie, supply chain)
  • ESG Standards (Environmental, Social, Governance)

Quali sono le skill necessarie per poter lavorare all’interno di Eterna Capital? Il Politecnico come formazione ha fornito gli strumenti necessari per competere in questo mondo? Puoi descriverli?

Il team non è attualmente alla ricerca di risorse, ma lo sarà nel breve / medio termine. Se posso pensare a skill necessarie, direi sicuramente un background internazionale e passione per la tecnologia e gli investimenti come punto di partenza. Oltre a questo, vogliamo persone che dimostrino di avere una capacità di giudizio, problem solving ed articolazione dei ragionamenti non semplicemente “sopra la media”, ma “eccezionale” – cercheremo i più brillanti candidati che l’industria globale possa offrire.

Il Politecnico è stato utile sia nella mia carriera prima di Eterna Capital, che adesso. In particolare, il corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale fornisce una forma mentis molto solida ma allo stesso tempo dinamica, essenziale per questo tipo di lavoro.

Nel mio caso in particolare, gli esami di Finanza Aziendale, Mercati Finanziari, Corporate & Investment Banking e Strategia e Sistemi di Pianificazione sono stati fondamentali, in particolare a Londra visto che la competizione è veramente internazionale.

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