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Vanessa_MattucciMi chiamo Vanessa Mattucci e sono laureata al Politecnico di Milano in architettura nel 2009. Dopo la laurea volevo lavorare come architetto in uno studio per apprendere gli aspetti pratici della professione. Ed è stato quello che ho fatto fino all’anno scorso.  In quest’anno mi sono dedicata completamente al mio nuovo progetto: ArchiMiao.

L’idea di ArchiMiao nasce circa due anni fa a seguito dell’incontro con il mio gatto, Cesare. Quando un gatto entra all’interno di un’abitazione si ha la necessità di rendere l’abitazione il più possibile ospitale al nuovo inquilino (per salvare i mobili e le tende) e tendenzialmente serve introdurre all’interno degli spazi domestici (solitamente nei salotti) un oggetto comunemente chiamato “tiragraffi”; questo assolve a funzioni legate a delle attitudini naturali dell’animale che sono riassumibili nell’arrampicarsi, nascondersi e grattare con le unghie.

Il mercato di prodotti per animali offre una grande varietà di oggetti che sono formalmente molto diversi tra loro ma con una caratteristica comune: apparire sempre come il gioco del gatto. Molto banalmente, io il gioco del gatto in salotto non ce lo volevo mettere. Così ho disegnato per me questo gioco per gatti pensandolo come un mobile tenendo fortemente in considerazione l’ambiente nel quale doveva essere collocato. In seguito ho creduto che potesse servire a tutte quelle persone che, come me,  hanno un gatto e non vogliono avere un orrendo oggetto peloso in salotto. Lo sviluppo del progetto mi ha fatto arrivare alla scelta di renderlo modulare, componibile, bifronte e completamente realizzato di cartone.

Quali sono stati i criteri di progettazione dei moduli?

La progettazione si è basata principalmente su un’analisi requisiti-prestazione. Per prima cosa mi sono indirizzata verso il soddisfacimento dei bisogni del gatto, che tende ad avere comportamenti tipici, (arrampicarsi, nascondersi, e grattare con le unghie) e secondariamente ho tenuto conto dell’ambiente nel quale l’oggetto doveva collocarsi. Lo sviluppo in parallelo di queste due linee progettuali ha portato alla nascita di questo oggetto componibile. Ogni modulo è studiato funzionalmente per assolvere ad un’esigenza istintiva dell’animale e formalmente per assolvere ad una funzione estetica dell’ambiente domestico.  La caratteristica della modulazione offre la possibilità di essere composto in base allo spazio di cui si dispone e la scelta della carta come materia prima è stata soprattutto dettata dalla misteriosa passione che hanno i gatti per questo materiale. All’interno della gamma prodotti esiste un modulo che è l’anello d’unione dei due approcci progettuali, esso permette l’utilizzo come libreria ed è predisposto al passaggio del gatto al suo interno; questo modulo offre davvero l’opportunità di non riconoscere il gioco del gatto come tale.

ArchiMiao

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… la prototipazione.

La produzione è realizzata a livello industriale da aziende italiane che si occupano della lavorazione e del confezionamento di diversi prodotti cartacei che, una volta assemblati, compongono il prodotto, pronto per essere commercializzato. Sono le stesse aziende con le quali ho intrapreso una parte consistente della prototipazione; i disegni definitivi necessari al taglio delle parti cartacee sono il frutto di una stretta collaborazione con gli uffici tecnici di queste aziende.

Vanessa_Mattucci_ArchiMiao

Alle prese con le prime prove di assemblaggio…

La più grande difficoltà l’ho avuta nel farmi ascoltare dalle aziende.

Per il tipo di prodotto che andavo a introdurre sul mercato mi sono dovuta rivolgere ad aziende che avevano particolari sistemi di lavorazione dei materiali cartacei, ma che erano tendenzialmente indirizzati sulla produzione di prodotti totalmente diversi, per lo più scatole. Il mio progetto creava moltissime complicazioni agli uffici tecnici per lo sviluppo del prodotto e la mia richiesta produttiva inizialmente non era di certo accattivante in quanto non prevedeva grandissime tirature produttive. Molte aziende non prendevano in considerazione le mie richieste e quando lo facevano lasciavano passare interi mesi prima di dedicarmi tempo.

Ho superato queste difficoltà con un po’ di tenacia. Non ho mai smesso di bussare alle porte delle aziende perché ero determinata nel portare a termine questo progetto. Dopo una serie lunghissima di sconfortanti episodi ho avuto la fortuna di incappare in un’azienda che opera nel settore della lavorazione dei prodotti cartacei e che ha al suo interno un ufficio tecnico giovane e molto dinamico che ha raccolto il mio progetto con grande entusiasmo.

Quando ho capito “Ce la posso fare!”?

Con una grande incoscienza ho pensato di potercela fare da subito, anche se non avevo idea di che cosa mi aspettasse realmente e di quanto fossero grandi le difficoltà dell’avviamento di un’impresa.  Diciamo che il pensiero di potercela fare mi ha fatto partire, e una volta stabilita la partenza è stato importante il fatto di non essermi mai detta “non ce la posso fare”. Sicuramente c’è stato un momento in cui ho capito che per farcela dovevo dedicarmi solo a questa attività, così ho lasciato lo studio nel quel lavoravo.

La mia prossima sfida è far crescere la mia attività e il prossimo traguardo da raggiungere è riprendere l’attività progettuale dedicandomi all’architettura in modo autonomo.

ArchiMiao2Che aiuto vorrei trovare dalla Community dei Laureati?

Per quanto riguarda ArchiMiao mi piacerebbe trovare all’interno della Community dei contatti in grado di aiutarmi nella promozione della mia azienda. Per quanto riguarda la professione di architetto mi sento ad un nuovo inizio pertanto mi piacerebbe trovare collaborazioni anche al fine di far nascere nuovi progetti in team.

Anche il Politecnico mi ha dato una mano… Ad esempio, sono stati tanti i professori che mi hanno impartito preziosi insegnamenti e dopo l’esperienza di ArchiMiao posso dire che sono stati tanti anche i corsi di studio che mi sono tornati utili. Ho appurato di avere competenze molto ampie che mi hanno permesso sia di seguire l’aspetto progettuale che la parte gestionale di un’azienda, e questo sono sicura non è una prerogativa di molti corsi di laurea. Sicuramente per iniziare questa esperienza si sono dimostrati fondamentali gli insegnamenti che ho ricevuto nei corsi di rappresentazione. Senza la capacità di rappresentare ciò che avevo in mente non sarei mai riuscita a comunicare l’idea e ad esprimerla visivamente ad altre persone al fine di renderla comprensibile, e conseguentemente, trasformarla e oggettivarla nel prodotto finale.

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