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Teresa_Cardona_caricaturaAbbiamo avuto il piacere di conoscere Teresa Cardona, laureata al Politecnico di Milano in Architettura nel 1981, in occasione della promozione dell’evento Over Meet Under (lunedì 30 marzo alle ore 18.00 alla Palazzina Liberty – Largo Marinai d’Italia) ideato dallo stesso Architetto insieme all’amico e collega Andrea Boscaro, esperto in formazione digitale.

Il format è davvero originale e punta tutto sulla collaborazione, tema molto caro alla Community degli Alumni Polimi.
Over Meet Under (tutti i dettagli per iscriversi qui) è un incontro tra Over50 (manager, imprenditori, liberi professionisti) e Under30 (startupper, giovani imprenditori, liberi professionisti) con l’obiettivo di creare, attraverso la reciproca conoscenza, matching professionali finalizzati alla creazione e alla implementazione di un progetto d’impresa.
Teresa oggi è Communication Specialist, freelance con oltre 30 anni di esperienza nel mondo della comunicazione.

Cara Teresa, dalla laurea in Architettura alla professione di Communication Specialist il passo è breve? Come è avvenuto?
“Dopo la laurea in architettura nel 1981 con indirizzo urbanistico, al Politecnico di Milano, ho seguito per due anni l’attività di ricerca del Dipartimento di Pianificazione del Territorio con il Prof. Bruno Gabrielli.
La passione per la grafica e la comunicazione, però, ha preso il sopravvento e ho subito iniziato a lavorare nel campo della comunicazione, prima freelance, poi come collaboratore per il Touring Club. Nel 1997 ho fatto il grande passo imprenditoriale aprendo uno studio di grafica, design e comunicazione con altri due soci.
Dopo 12 anni l’agenzia si è sciolta e con il bagaglio di esperienze maturato in tutti questi anni, sono tornata a lavorare come libero professionista nella comunicazione integrata: progetti online e offline coordinati da un piano strategico.”

In Italia oggi quanto è difficile fare comunicazione?
“Moltissimo! Partendo anche solo dal lavoro di grafico, oggi esiste una competizione “senza scrupoli” e senza troppe competenze. Quando ho iniziato a lavorare non c’era ancora il web, si lavorava con carta, colla, parallelografo e rapidograph. Con la diffusione di internet e dell’utilizzo dei nuovi programmi di grafica, chiunque può disporre dei programmi (Illustrator o Photoshop) e pensa di poter di fare il grafico, senza avere un background di studio e relativa visione progettuale, fondamentali per poter esercitare la professione senza improvvisare.
Non c’è più quella cura artigianale nel realizzare progetti di comunicazione. E’ tutto più veloce e meno curato nei dettagli. All’occhio non educato alla comunicazione questa differenza non si vede ma nei risultati lavoro la differenza emerge eccome! Se poi aggiungiamo anche il fatto che le aziende in tempo di crisi tendono a tagliare gli investimenti in comunicazione, comprando al minor offerente, il panorama non si delinea proprio roseo…

Teresa_CardonaCome si vince questa sfida al “fast food” della comunicazione?
“Si vince provando a valorizzare in modo intelligente le competenze e l’esperienza maturata nel settore, educando il cliente a leggere e capire la comunicazione con progetti integrati di qualità. E la qualità, per esperienza, vince.
Questo approccio consulenziale si forma grazie all’esperienza ed è questo fattore che è neccessario mettere a disposizione dei giovani in Italia per poter fare il salto di qualità, facendo ripartire l’economia delle startup, ad esempio.

E proprio su questo concetto che nasce l’evento Over Meet Under: fare incontrare Over50 e Under30 con l’obiettivo di collaborare e fare la differenza, tutti insieme.
I Senior possono offrire un pacchetto di esperienza a disposizione dei Junior, i nostri Under30 startupper o liberi professionisti, che hanno un’altissima capacità di produzione (ovviamente superiore agli Over50) possono fare business con una marcia in più grazie ad un fratello maggiore come supporto e tutor. Per creare insieme un successo di un’impresa.

L’idea dell’evento è nata insieme al mio amico e collega Andrea Boscaro. Abbiamo fatto tante cose insieme nel mondo della comunicazione digitale e, tra le varie chiacchiere, abbiamo pensato di creare uno spazio per mettere insieme i due mondi generazionali.

Abbiamo iniziato a raccontarlo in giro, l’Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca Crisitina Tajani, molto attenta e interessata al mondo dell’innovazione, e il Rappresentante a Milano della Commissione Europea si sono subito dimostrati interessati all’evento e, a quel punto, abbiamo iniziato a fare i primi passi concreti coinvolgendo diverse Associazioni manageriali e Associazioni di categoria.
Questo evento nasce da un’esigenza reale: le startup innovative in Italia hanno un tasso di mortalità altissima (circa 80%) e una della cause di questo dato è la mancanza di esperienza. Un altro numero interessante è che, dal 2008 al 2013, tra le persone over 50 si sono create tantissime imprese individuali (circa 120.000).

Il sistema startup è molto più complesso di quanto si pensi: i dati dicono che Under e Over hanno esigenze diverse ma complementari.
Quindi possono, anzi, devono collaborare!”

Cosa ti serve maggiormente oggi, di quello che hai imparato al Poli?
Il Politecnico è una delle scuole migliori in Italia con Alumni eccellenti. E’ necessario un patto di solidarietà tra Alumni con professionalità diversissime ma un DNA in comune.
Del Politecnico ho un ricordo ottimo. Ho imparato una cosa davvero preziosa: il metodo di approccio, interpretazione e risoluzione dei problemi e la propensione alla condivisione. In realtà i laboratori di gruppo erano una palestra di collaborazione che ho potuto vivere grazie al Politecnico.

Cos’è per te il networking? Ti serve nel tuo lavoro?
“Questo evento nasce grazie al networking, grazie alla rete di contatti che ho coltivato durante il mio lavoro. Uno dei miei compagni di Università, ad esempio, è il Prorettore Alessandro Balducci. Mi ha parlato della Community AlumniPolimi, ho scoperto questo mondo e vi ho subito contattati.
Il Networking funziona e non va letto in senso negativo. Non è una raccomandazione perchè il networking funziona quando un progetto è interessante e di qualità.
Faccio un esempio: mi metto in contatto con un Alumnus per raccontargli un mio progetto. Se il progetto è buono mi mette in contatto con altri che potrebbero aiutarmi e la rete si attiva. Se il progetto non è buono il network non si attiva ed è giusto così!
Oggi le professionalità sono sempre più specializzate. E’ fondamentale mettere insieme le competenze differenti in un unica rete per diversi progetti, quindi ben venga il networking!

Per conoscerci e fare networking, quindi, colgo l’occasione per invitare tutti gli Alumni all’evento Over Meet Under di lunedì 30 marzo.”

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