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Stefano_Vuga_profiloMi chiamo Stefano Vuga, mi sono laureato al Politecnico di Milano in Disegno Industriale nel 2006, provenendo da un anno inter-ateneo Bocconi-Politecnico (corso “DDM Design Mode Management”).

Dopo alcuni anni di lavoro come Designer in diversi ambiti (moda, multimedia, web…), nel 2009 mi sono trasferito a Barcellona e ho sentito la necessità di aggiornare le mie professionalità anche in base alle nuove tecnologie mobile, per cui mi sono iscritto ad un corso post laurea di programmazione applicazioni IOS presso la Università “La Salle Ramon Llull”.

Pochi anni dopo sono riuscito finalmente ad avviare un progetto da lungo tempo desiderato, realizzando contenuti digitali per l’infanzia sotto il brand A1000Castles.
Nella primavera 2015 è nata la prima applicazione ludica per bambini A1000Seas: una divertente barca su cui i bambini possono navigare, vivendo un’avventura acquatica, semplice, interattiva e colorata. Si esplora il mondo liberamente per popolare le isole di piante e fiori.
A1000Seas non è un video game, è un’area di gioco libera dove i bambini decidono dove vogliono andare e prendono delle decisioni semplici: imbarcare oggetti, animali, fiori… I bambini seguono la loro immaginazione senza limiti. Come giocando con la classica barchetta di legno nello stagno del parco.

Questo dicembre abbiamo pubblicato la seconda app della serie: A1000Seas Central Park. Un’applicazione per bambini (4-8 anni) che vuole introdurre attraverso il gioco, in forma molto leggera e semplice, il tema del riciclo.

Attraverso l’interazione del gioco, il bambino può raccogliere degli oggetti (bibite, merendine, vasetti di yogurt…), utilizzarli e lasciare i rifiuti in apposite stazioni durante il percorso acquatico.

Senza budget diretti in promozione, le app hanno raggiunto 21.500 installazioni su iPad.

Entrambe le App vivono autonomamente o combinate con giochi scaricabili e riproducibili in stampa 2D e 3D attraverso il sito web www.a1000castles.com, integrando l’attività manuale e l’esplorazione materica al contenuto digitale.

COME FUNZIONA UNA PICCOLA AGENZIA DI APP
La struttura di questa agenzia è quella di una micro impresa. Mi occupo della ricerca e dello sviluppo del prodotto e del marketing. Dal concept dell’applicazione alla preparazione degli asset 3D e 2D at-large per le piattaforme di sviluppo. Questo include disegno iniziale dell’applicazione, modellazione, animazione, ricerca dei tool.
L’amico/socio Ricard, sviluppatore e figura fondamentale per il progetto “A1000 Castles”, si occupa al 100% del codice. Insieme lavoriamo sull’interface design, il terreno dove le competenze meglio si fondono.

progettazione_app_Stefano_Vuga

Alcune fasi di progettazione dell’app A1000Seas

Vogliamo che le nostre app si trasformino sempre in esperienze complete, un ponte tra la fruizione del digitale e l’azione, gioco o simulazione nel mondo reale. Pensiamo che in questo senso le possibilità siano infinite. Stiamo lavorando su diversi percorsi ludico interattivi, alcuni dei quali potrebbero avere implicazioni molto interessanti anche sotto il profilo pedagogico e medico. Ma per questo dovremmo ingrandire il team con almeno una figura specializzata in psicologia evolutiva e con una solida esperienza pratica e professionale alle spalle.

QUANDO E’ SCOCCATA LA SCINTILLA
Nel 2011. Stavo per pubblicare un primo libro oggetto con un editore spagnolo, presentammo il libro a Bologna (Children’s Book Fair), pochi mesi dopo l’editore dovette tagliare i nuovi titoli per la crescita dei costi di produzione ed il crollo delle vendite che stavano coinvolgendo il comparto. Fin dalla presentazione a Bologna avevo pensato ad un’integrazione del libro con un’applicazione. Lasciai cadere l’idea per circa un anno per riprendere a lavorare su un progetto più ampio poco dopo: muovermi da solo e costruire un gruppo di applicazioni per potere essere interessanti. Il mercato era già saturo e l’unica possibilità per cominciare da soli non era sicuramente la via dell applicazione unica.

Abbiamo appena cominciato ed abbiamo molta strada da fare davanti a noi.

HO CAPITO CHE AVREI POTUTO FARCELA…
Quando ho analizzato quello che esisteva sul mercato. Osservando l’immobilità del comparto tradizionale dell’editoria rispetto alle nuove tecnologie, per non dire una certa “resistenza” in particolare da parte dei professionisti del publishing.

Ora vogliamo arrivare ad un parco di dieci applicazioni per la fine del 2016 inizio del 2017 coinvolgendo nei progetti autori ed illustratori, senza i quali il comparto non esisterebbe.

AL POLI HO IMPARATO…
L’attenzione ai cambiamenti nei prodotti e nei servizi rispetto alle tecnologie. L’importanza di avvicinarsi sempre alla comprensione diretta dei tool tecnologici nei limiti delle proprie competenze e possibilità. La capacità di dialogare con diverse figure professionali e saper lavorare in squadra.

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