Condividi questa news su:

michele_corti_salini_impregilo_etiopia1

Il mio nome è Michele Corti, mi sono laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria per l’ambiente ed il Territorio nel 2014. Da 10 mesi lavoro in Africa (Etiopia), in un cantiere della società italiana Salini-Impregilo.

Il progetto è situato a circa 500 Km a nord ovest della capitale Addis Abeba, nella regione di Benishangul – Gumaz lungo il Nilo Azzurro. Al termine dei lavori Grand Ethiopian Renaissance Dam sarà la diga più grande d’Africa: lunga 1800m, alta 170m e del volume complessivo di 10 milioni di m³.

“Il progetto prevede la costruzione di una diga principale in calcestruzzo rullato compattato (RCC), con 2 centrali elettriche installate ai piedi della diga.”

Le centrali sono posizionate sulla sponda destra e sinistra del fiume e si compongono di 16 turbine Francis, con una potenza installata complessiva di 6000 MW ed una produzione prevista di 15.000 Gwh/anno. Completano il progetto uno sfioratore in calcestruzzo della capacità di 15.000 m3/s e una diga di sella in rockfill lunga 5 km e alta 50 m, entrambe posizionate sulla riva sinistra.

COME SONO ARRIVATO QUI?

Come ogni neolaureato, mi sono letteralmente buttato nel mondo del lavoro alla ricerca del lavoro dei sogni e di una professione che mi consentisse di applicare e vedere realizzato quello per anni avevo coltivato tra i banchi delle aule di università del Poli.

“Attualmente ricopro un ruolo di responsabile Ambiente, del dipartimento HSE, della commessa GERDP in Etiopia, dove, con Salini- Impregilo S.P.A., stiamo realizzando la più grande diga del continente africano”.

Oltre a me, il team di lavoro alla diga è composto da un Health Safety and Environment Manager di nazionalità italo-argentina, un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione di cantiere (italiano) e una decina di ragazzi etiopi che si occupano di sorveglianza delle diverse fasi di lavoro in cantiere dal punto di vista sicurezza.

michele_corti_salini_impregilo_etiopia2

La diga vista da sotto, davvero possente!

In sostanza, curo il sistema di gestione ambientale di cantiere e nello mi occupo principalemente di:

  • Elaborazione aggiornamento di piani e procedure specifiche del sito di cantiere;
  • Identificazione degli aspetti ambientali determinati dalle attività di cantiere;
  • Ispezioni delle diverse aree della commessa, di cantiere, impianti, per valutare dal punto di vista operativo la conformità della commessa con piani, procedure e requisiti contrattuali e normativi;
  • Investigazioni di incidenti ambientali;
  • Monitoraggio degli aspetti ambientali significativi identificati (ACQUA, ARIA, RUMORE…);

Sono entrato nel Gruppo Salini Impregilo con il progetto “100 giovani ingegneri – Tomorrow’s Builders”,  grazie al quale ho potuto partecipare ad un processo di formazione e sviluppo accellerato che mi ha permesso, in meno di un anno, di arrivare a ricoprire il ruolo di Responsabile ambientale di commessa.

“La scelta di questo lavoro nasce da un desiderio mio di stravolgere completamente la mia vita e vivere un’esperienza forte sotto il punto di vista professionale, ma anche personale. Un’altra necessità che avevo era il confronto internazionale con professionisti di tutto il mondo.”

Il contesto di lavoro à estremamente stimolante, in questo remoto sito del mondo ho la fortuna di poter vedere con i miei occhi tutte le fasi della realizzazione di una diga, dalla fase di preparazione dei mix dei cementi in laboratorio, alla vera e propria produzione di calcestruzzi negli impianti, alle fasi di stesa e getto in corpo diga. La vita di cantiere è molto dura, troppo spesso si presentano situazioni professionalmente e umanamente difficili da gestire (non c’è il confort che un ufficio in città potrebbe concedere…).

“A volte, ovviamente, mi mancano le cose “normali”: una serata con gli amici, una passeggiata in montagna, un cinema…
Per contro qui, oltre a imparare un lavoro, capisci quali sono le cose davvero essenziali per essere felici.”

michele_corti_salini_impregilo_etiopia3

Qui si può notare in parte l’estensione del progetto…

La più grande difficoltà che mi sento di aver vissuto è proprio la gestione dell’attività lavorativa per la grande varietà e differenza degli aspetti da trattare. Saper tenere sotto controllo argomenti molto diversi tra loro, saper coordinare e organizzare diverse attività in maniera efficace, saper rapportarsi alle persone in maniera proattiva sono per me qualità che con il tempo sto imparando a migliorare.

Sono orgoglioso di lavorare per questa società che ha creduto in me ed in molti altri giovani, le rimarrò per sempre grato per questa favolosa, anche se a tratti dura, esperienza di vita e di lavoro.

pulsante_contatta_alumnus_def

riga

SCOPRI TUTTE LE ALTRE STORIE RACCONTATE DAI LAUREATI POLIMI

Se credi che raccontare la propria storia e i propri progetti sia, tra i BENEFIT a disposizione degli Alumni, un’importante opportunità di promozione, collaborazione e condivisione di esperienze, SOSTIENI ALUMNIPOLIMI con una donazione!