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Mathesia è un progetto online innovativo basato sul crowdsourcing: super esperti di matematica applicata mettono a disposizione il proprio know how per aiutare le imprese a fare innovazione .
Il progetto ha una forte connotazione politecnica: il 90% dei protagonisti di questa storia, infatti, sono Laureati al Politecnico di Milano. Un vero e proprio inno alla collaborazione tra Alumni del Poli!

Per farci raccontare nel dettaglio di cosa si tratta, abbiamo incontrato uno dei protagonisti del progetto: Luca Prati, Laureato al Politecnico di Milano in Ing. Telecomunicazioni.

Come nasce l’idea e il progetto Mathesia?

Mathesia è un’idea che è partita in ambito Moxoff, uno spinoff del Politecnico di Milano: nello specifico è il “braccio armato” del Dipartimento di Matematica che si occupa di trasformare le idee legate al mondo della matematica in progetti concreti.

L’idea si sviluppa grazie al Presidente Prof. Alfio Quarteroni e all’Amministratore Delegato Ottavio Crivaro.
In questo caso Moxoff si è rivolta a me come CEO di Yottacle (azienda attiva nell’ambito dello sviluppo di applicazioni mobile e web) per avere un aiuto nella realizzazione di questa piattaforma online. La storia è ancora più politecnica perché anche Yottacle ha una storia che arriva dall’Ateneo milanese: infatti è stata incubata dal PoliHub.

Mathesia oggi è una startup iscritta al registro delle Startup innovative ed è diventata una società dai primi di novembre. Dagli inizi di dicembre abbiamo aperto la piattaforma che rappresenta un hub di crowdsourcing per tutto quello che riguarda il mondo della matematica applicata.

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La soluzione che offre è molto semplice: da una parte ci sono le aziende che hanno un’esigenza di ricerca di carattere molto pratico e dall’altra parte ci sono i Brainies, i cervelloni che gravitano attorno al mondo della matematica (circa 600/700 provenienti da tutto il mondo) e che mettono a disposizione le conoscenze matematiche per risolvere i problemi. I Brainies sono tutti profili molto alti nel settore: professori universitari, ricercatori, una piccolissima frazione di studenti e consulenti del mondo industriale.
Da un lato ci sono le aziende con esigenze tra le più disparate (non necessariamente esigenze straordinarie come il lancio di uno shuttle): dal riconoscimento automatico in un forno della fetta di pane bruciato all’ottimizzazione di processo, piuttosto che simulazioni di fluido dinamica per aziende che producono sistemi di verniciatura. C’è davvero un po’ di tutto con problemi concreti che necessitano soluzioni concrete di carattere matematico.

Come si sviluppa il Contest?

Il Pitcher (l’azienda che lancia la sfida con un problema industriale da risolvere) fa una richiesta. Il primo lavoro che avviene è la formalizzazione della richiesta in modo che sia comprensibile a tutti i matematici: questa fase è molto delicata e importante perché molto spesso è complicato creare un dialogo tra mondo dell’industria e mondo scientifico. Quando l’esigenza viene tradotta in progetto formalizzato, il contest viene pubblicato sulla piattaforma e comunicato a tutti gli iscritti, facendo anche un matching tra le persone a disposizione più opportune per il loro tipo di competenze.

A questo punto i Brainies hanno 2 o 3 settimane per fare le loro valutazioni e formulare un preventivo che comprende il tempo di risoluzione del problema, l’offerta economica e delle linee guide su come intenderebbero risolvere il problema delle aziende. Scaduto il tempo di offerta, le aziende hanno a disposizione tutte le proposte formalizzate dai Brainies per poter scegliere la soluzione per loro migliore.
Il vincitore, così, nella fase finale, stipula un contratto con l’azienda e il lavoro ha inizio.

A livello di fase di progetto, ora stiamo cercando di promuovere il progetto sia tra i potenziali Brainies sia tra le aziende che potrebbero avere bisogno di Mathesia e la risposta è ottima!

Quanti Alumni Polimi sono coinvolti nel progetto mathesia?

In Moxoff ce ne sono 14 su 15 e tra i soci fondatori di Yottacle, 3 su 4 sono ex studenti del Poli!
Direi che gli Alumni sono proprio protagonisti di questo progetto.

E’ facile collaborare tra Alumni Polimi?
Certamente. È facile perché c’è una sintonia unica e partiamo da un background di competenze simili e da una visione condivisa dagli anni dell’Università. Condividendo le fatiche da studenti del Poli, tutto il resto di sembra facile!

Siamo ottimisti grazie al Poli.

Qual è la parte più difficile di questo progetto?

Siccome siamo tutti ingegneri e siamo abituati a risolvere problemi ingegneristici, la parte più difficile è quella di promozione e comunicazione del progetto. Fare comunicazione di questo progetto non è per nulla semplice!

Com’è la situazione del crowdsourcing oggi in Italia?

Il progetto Mathesia in realtà è internazionale, sia per quanto riguarda i Brainies (più del 50% italiani e il resto provenienti da tutto il mondo) sia per quanto riguarda le aziende. Posso dire che abbiamo contattato 10 aziende italiane e tutte e 10 hanno aderito senza esitazioni. Quindi non vediamo degli ostacoli culturali in questo settore.
La nostra sfida culturale più importante è quella di scalzare l’idea che esista un matematico “fuori dal mondo” , senza contatti con la realtà e con i problemi reali. Questo noi lo sappiamo ma dovrebbero saperlo tutti, in modo da poter condividere problematiche concrete e comuni con loro in modo da risolverli.
C’è una fiorente comunità di matematici che vuole confrontarsi con problematiche reali e Mathesia ne è la dimostrazione.

Cosa vi ha dato il Politecnico che vi è servito maggiormente in questo progetto?

Il Politecnico sicuramente ci ha fornito una cassetta degli attrezzi utile e intercambiabile nei suoi strumenti, che possiamo utilizzare in modo diverso nelle diverse situazioni. L’ingegnere del Poli è uno pratico, parte da un’idea sul foglio ma poi si mette in gioco per metterla in pratica e vedere se l’idea funziona nella realtà.
In questo progetto è stato così: l’idea è far incontrare il mondo dei matematici e le aziende in una piattaforma “pratica” comune. Ma non ci fermiamo qui, la vera sfida è stata realizzarla al meglio raccogliendo feedback tra gli utenti e le aziende per aggiustare e migliorare la “macchina”.

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