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Mi chiamo Marco Mascetti e mi sono laureato al Politecnico di Milano in Disegno Industriale (indirizzo Prodotto) nel 2004.

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Com’è iniziata la mia avventura nel mondo del lavoro?

Durante il quarto anno di Università ho iniziato a lavorare per FontanaArte (azienda di illuminazione e design), prima come stagista, poi come Project Manager. E’ stata una bella palestra professionale perché in quel periodo ho avuto l’opportunità di farmi le ossa con alcuni fra i più grandi architetti e designer mondiali in tutte le fasi di sviluppo del progetto: dal disegno su carta fino ad arrivare al prodotto finito.

Una volta laureato, ho voluto continuare a lavorare con FontanaArte come consulente esterno per poter seguire un sogno preciso: creare assieme all’amico e compagno di università Michele Menescardi (con cui ho collaborato fino al 2013) uno studio di design per lavorare ai nostri progetti.
Così abbiamo deciso di fondare MrSmith Studio.

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Il primo ufficio di MrSmith Studio

Il nome MrSmith è nato dopo  un lungo brainstorming tra amici ma soprattutto “grazie” alle prime difficoltà riscontrate presentando progetti a grandi aziende.
Alcune imprese, infatti, dopo aver visto le nostre proposte di progetto, ci rispondevano: “Il progetto è bello e interessante ma noi lavoriamo solo con nomi conosciuti del mondo del DESIGN”.
MrSmith è una sorta di Sig. Rossi: il nome più comune nel mondo anglosassone. Con questo nome nessuna azienda potrà chiuderci le porte in faccia con la solita scusa che non siamo conosciuti!

Inoltre, ci piaceva molto la figura del fabbro che con il calore, la fatica e l’impegno modella e forgia la materia dandogli una forma ed una funzione. Proprio come intendevamo il ruolo del Designer.
E qual è la traduzione di fabbro in inglese? Smith.
Ormai il dado era tratto (e forgiato).  L’agenzia doveva chiamarsi MrSmith.

La prima sfida: “Come trovare clienti?”

La tecnica è stata semplice: prenderli per sfinimento. Ma non basta…
Le aziende cercano credibilità e un portfolio consolidato e per giovani Designer come noi era difficile conquistarli.  Abbiamo dovuto autofinanziare i primi progetti per partecipare a gare, fiere ed eventi (come il Fuori Salone) per poter guadagnare visibilità e far crescere il portfolio.
La tenacia rimane un’arma fondamentale. Non basta più inviare una mail con un progetto, bisogna “attaccarsi al campanello” finché non aprono.
La collaborazione con Calligaris, ad esempio, è nata dopo anni passati a bussare alla loro porta, presentare progetti su progetti, senza mollare mai…  Alla fine abbiamo conquistato una collaborazione con loro per il catalogo illuminazione. E, cosa non banale, ci ha dato tanto entusiasmo per andare avanti.

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Così, cliente dopo cliente, MrSmith ha iniziato a crescere e a diventare sempre più grande ed esperto, proponendo alle aziende non solo progetti legati al prodotto ma anche una consulenza di progettazione declinata in diverse attività: pack, grafica, allestimento, comunicazione, web…
Lavorare a 360° è per me la soluzione migliore in questo campo ma resta molto rischiosa: devi riuscire a garantire la stessa qualità per tutta la gamma di servizi offerti.

Inoltre, una volta conquistato il cliente è importante consolidare il rapporto creando una collaborazione più ampia all’interno dell’azienda. Il Designer non deve essere quello che svolge il progetto spot ma il professionista che segue l’evoluzione del cliente facendolo crescere attraverso il suo Design Thinking.

Poi è arrivata Ferrero: l’occasione della vita!

Dopo diversi incontri e presentazioni, sono riuscito a strappare un brief per un nuovo progetto con il dipartimento Ricerca e Sviluppo di Ferrero.
Dopo la condivisione del brief, i referenti della multinazionale italiana ci dissero che avremmo avuto quattro giorni di tempo per consegnare il progetto e la concorrenza era molto importante e agguerrita (le altre agenzie erano veri e propri colossi del pack).
Ci sentivamo Davide contro tanti Golia ma non ci siamo dati per vinti prima di iniziare la battaglia.
Dopo aver lavorato giorno e notte, presentammo il progetto e dopo pochi giorni ci comunicarono che avevano scelto proprio la nostra proposta.

Da questo primo progetto è nata una lunga collaborazione che dura tuttora e che, fra i vari progetti, ci ha dato la possibilità anche di disegnare il nuovo bicchiere di Nutella. E’ stato un successo particolare anche per l’azienda in termini di economia di scala: prima del nostro progetto, il pack di vetro della Nutella era diverso i ogni mercato, oggi il nostro bicchiere è worldwide!

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E’ proprio per consolidare il rapporto con Ferrero e per instaurare nuove collaborazioni con clienti della zona Langhe e Monferrato che a breve aprirò una nuova sede dello Studio ad Alba. Nel giro di un paio di mesi sarà pronta anche la nuova sede di Milano, più grande e più strutturata.

Guardando l’esperienza fatta in questi anni e come la crisi economica sta modificando la cultura del progetto, quello che posso consigliare ai neolaureati è di impegnarsi a sviluppare progetti che abbiano un senso e una motivazione. Non c’è più spazio per progetti basati solo sull’estetica.

Durante il mio percorso al Politecnico non ho acquisito solo un bagaglio di nozioni pratiche e tecniche utili al mio lavoro, ma probabilmente l’insegnamento più prezioso è stato il capire come affrontare, gestire e risolvere le problematiche che di volta in volta mi si paravano davanti. Il lavoro dell’Industrial Designer è meraviglioso perchè permette di spaziare in molti ambiti, ma questo vuol dire sapere come gestire temi, vincoli e ostacoli nuovi ogni volta.

Bisogna essere quindi elastici, dinamici e molto propositivi.

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