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Due giovani laureate in Architettura al Politecnico di Milano hanno sviluppato una piattaforma online per creare collaborazioni tra Architetti freelance e studi di architettura all’estero.
Una delle due protagoniste di questa storia è Lucia Rampanti, Alumna Polimi già nota alla community per la sua prima startup sul tema sport, che ci racconta questa nuova avventura.

Lucia Rampanti_Caterina_Pilar_Palumbo_Sooncity_AlumniPolimi

Lucia Rampanti e Caterina Pilar Palumbo
(foto copyright – Alberto Cristofari)

CHI SIAMO E COS’È spoon.CITY?
Il team è composto da me, Lucia, e Caterina Pilar Palumbo. Ci siamo laureate al Politecnico di Milano, rispettivamente in Architettura di Interni nel 2013 e Architecture nel 2012.
Da circa otto mesi collaboriamo allo sviluppo di spoon.CITY: una piattaforma online che ha l’obiettivo di mettere in contatto gli architetti freelance italiani con studi anche esteri che hanno bisogno di una collaborazione esterna per i loro progetti.

In homepage c’è in bella vista l’insight del nostro progetto: We link Architecture firms and companies in the construction market to high quality independent architects.

spooncity_homepage

COME E’ NATA L’IDEA
L’intuizione di spoon.CITY mi ​è arrivata intorno a Gennaio 2015 durante la mia internship in una startup di San Francisco (Zaarly), una piattaforma per trovare professionisti per la casa (pulizie, elettricisti, riparatori). Stavo studiando i competitor di ​questa startup,​ e mi sono resa conto che molti ​di questi ​offrono la possibilità di cercare e prenotare servizi di architettura ​insieme ai servizi di pulizia. È in que​l momento che mi è scattata la scintilla!

​Ho pensato che sarebbe stata utile una piattaforma più specifica per i servizi di architettura. ​Sapendo quanto per un architetto sia difficile trovare​ un​ lavoro ​degnamente ​pagato in Italia ho pensato che spoon.CITY avrebbe potuto contribuire a valicare i confini geografici sfruttando le dinamiche del lavoro da remoto.

Nel nostro Paese, ci sono troppi architetti ​rispetto al numero di abitanti e gli studi offrono spesso tirocini non retribuiti, promettendo ​talvolta una assunzione che forse non arriverà mai.
Q​uesta considerazione mi ha spinto​ ad immaginare uno ​strumento che ​consenta di trovare il match più vincente possibile tra domanda e offerta di servizi di architettura, al di là dei confini geografici.

Distribution_Architects

DUE ARCHITETTI E 1 STARTUP: COME INCROCIAMO LE NOSTRE ESPERIENZE PROFESSIONALI
Caterina
è appassionata di grafica quindi sta contribuendo alla definizione della nostra brand identity, inoltre si occupa di trovare contenuti interessanti da condividere sui nostri canali social. Per quel che mi riguarda, anche grazie alla recente esperienza in Silicon Valley (www.bestprogram.it) dove ho seguito un corso di Entrepreneurship e ho lavorato come User Experience Designer, mi occupo dello sviluppo del servizio online e dell’attività di business development, quindi PR, ​e-mail marketing diretto, più in generale mi concentro sulla caccia di quelli che vengono solitamente definiti gli early adopters.

​COME CI SIAMO CONOSCIUTE
Caterina e io ci siamo conosciute per la prima volta durante un concorso di Architettura a Roma nel 2010, il Piranesi-Prix de Rome​.
Grazie a quel concorso abbiamo in seguito entrambe deciso di frequentare il Master itinerante di Primo Livello in Museografia proposto dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia. Grazie a quel master abbiamo avuto l’opportunità di lavorare insieme e di consolidare il nostro affiatamento durante i workshop di Siviglia, New York e Roma.

Con questo progetto puntiamo a portare le dinamiche del lavoro da remoto, già adottate da designer e sviluppatori, nel mondo dell’Architettura. Crediamo che freelancing e outsourcing siano due facce della stessa medaglia e che ci sia ancora molto spazio d’azione per superare i confini mentali e/o geografici che ancora limitano questa professione.

LA NOSTRA VISION
Immaginiamo un sistema più flessibile di collaborazioni, di partenership a livello globale e un modo più meritocratico di trovare un impiego.

spooncity_services

PRIMO OSTACOLO: CONQUISTARE GLI STUDI DI ARCHITETTURA
Le difficoltà che stiamo tuttora riscontrando riguardano ​il contatto a freddo con gli studi di Architettura e/o i brand. E’ difficile farsi notare e ispirare fiducia con tutto il rumore a cui siamo costantemente sottoposti. Ma stiamo imparando molto, anche confrontandoci con questi ostacoli. Non si può certo dire che le abbiamo già superate… ma quello che ci sta aiutando è la perseveranza. Siamo state costrette ad assumere un atteggiamento più “aggressivo” e a non accettare dei silenzi o dei no.
Un importante riconoscimento però è arrivato a novembre: abbiamo vinto il Premio Raffaele Sirica 2015 per startup e giovani architetti!
Qui una rassegna stampa degli articoli usciti al riguardo e qui il numero di Novembre de l’Architetto su cui hanno parlato di spoon.CITY.

PROSSIMA TAPPA: FAR CAMMINARE DA SOLA LA PIATTAFORMA
La sfida che ci aspetta nei prossimi mesi sarà quella di rendere spoon.CITY ​autosufficiente così da poterci dedicare full-time al suo sviluppo. Sia Caterina che io stiamo collaborando come Architetti in due studi di Architettura e così il tempo che ci resta purtroppo non è mai sufficiente. Allo stesso tempo continuare a fare gli architetti ci consente di maturare come professioniste e capire molto da vicino le necessità dei nostri iscritti.

AAA SVILUPPATORE CERCASI!
Ci piacerebbe allargare il team e trovare uno sviluppatore che raccolga la sfida di creare un algoritmo in grado di combinare informazioni molto diverse tra di loro, come ad esempio colori, materiali e immagini per trovare il match perfetto.

Sarebbe inoltre utilissimo entrare in contatto con tutti​ gli architetti del Poli che per obbligo o per scelta sono andati a lavorare all’estero.
La loro esperienza condivisa sarebbe una risorsa preziosissima!

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