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Riccardo Cambò, Designer

“Mi chiamo Riccardo Cambò e sono un Designer, laureato al Politecnico di Milano nel 2014.

Dopo la laurea Triennale in Disegno Industriale al Poli (primo anno presso il Polo di Como, secondo anno in Erasmus a Londra per poi finire a Milano) ho deciso di intraprendere l’avventura imprenditoriale, sviluppando un’idea che ho avuto da studente, mentre lavoravo part time per un negozio di occhiali.

Volevo comprarmi un paio di occhiali nuovo ma, guardando tra gli innumerevoli modelli che avevo in negozio, non ne trovavo neanche uno che mi piacesse. E allora mi sono detto: “Lo faccio io!”.

Per la mia filosofia di Design non volevo progettare un paio di occhiali solamente diversi esteticamente, volevo aggiungere una funzionalità innovativa. Così è nata l’idea di Iride Glasses: un paio di occhiali senza stanghette (meno invasivo esteticamente) e con una custodia munita di un sistema automatico che pulisce le lenti.

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Maurizio Sasso, Ingegnere Biomedico

Con l’idea nella testa e poco altro, ho conosciuto un paio di ragazzi ad un evento sulle startup (Maurizio Sasso ingegnere Biomedico del Politecnico e un “economista”, Giovanni Chiarato) che si sono dimostrati subito interessati al progetto e hanno deciso di intraprendere l’avventura di Iride Glasses con me.
A Maurizio ho chiesto di approfondire la parte di fattibilità tecnica, mentre a Giovanni ho chiesto di aiutarmi a realizzare un business plan efficace e studiare, in parallelo, quali potevano essere le soluzioni di commercializzazione il prodotto.
Da questi approfondimenti è iniziata la startup!

Voglio essere “modesto”Iride Glasses sono il futuro degli occhiali, un modello innovativo nell’estetica e nella funzionalità.

All’inizio qualche dubbio c’era nella validità del progetto: ad esempio, l’idea di realizzare occhiali senza stanghette, non convinceva i miei due soci.
Come fai a mantenere la stabilità degli occhiali?”, mi dicevano, perplessi. In realtà, dopo aver sviluppato il primo prototipo, abbiamo fatto diverse prove (correndo, saltando, girando la testa velocemente) e il risultato era sempre lo stesso: occhiali ben saldi sul naso. Merito di Maurizio Sasso e del suo studio del sistema interno della fascetta in gomma che unisce lenti e mantiene gli occhiali stabili senza dar fastidio al naso.

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Il progetto è arrivato alla fase del primo prototipo. Ora dobbiamo sviluppare il secondo prototipo che serve per capire quanto a lungo si possa indossare senza dar fastidio e che tipo di lenti possa supportare (anche le più pensanti per chi ha un deficit di tante diottrie).

In questo momento siamo alla ricerca di un investitore che possa finanziare questo prototipo definitivo, in modo da poter arrivare a presentare e pubblicizzare il nostro prodotto tramite una campagna di crowdfunding.

Per ora la parte più difficile di questa avventura è stata quella della lavorazione dell’oggetto che volevo fosse più accattivante possibile, utilizzando meno materiale possibile.

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Posso dire che in questa fase di progettazione mi è stato utilissimo l’insegnamento di Mario Bisson (Laboratorio di sintesi finale del terzo anno) per la motivazione e la voglia di uscire dagli schemi che trasmetteva agli studenti durante le lezioni.
L’esperienza da studente al Poli la ricordo con molto piacere: è stato importante aver vissuto due esperienze in sedi diverse (a Como e poi a Milano). Al polo di Como, in una realtà più intima, ho avuto l’opportunità di essere seguito maggiormente dai professori.
Il Politecnico in Bovisa mi ha dato, invece, la possibilità di stare a contatto con un ambiente più ampio e variegato, conoscere tantissima gente e crearmi molti contatti che tuttora coltivo.

Molti compagni li sento ancora, per piacere o per avere consulenze, perché, nel frattempo, si stanno specializzando in ambiti tecnici differenti dal mio.

Se vi interessa il mio progetto e volete aiutarmi con consigli o collaborazioni, contattatemi!”

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