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giulia_mondolfiMi chiamo Giulia Mondolfi e mi sono laureata al Politecnico di Milano in Architettura Ambientale nel 2009.

Dopo la laurea pensavo ingenuamente di fare l’architetto paesaggista e di scrivere per qualche rivista di settore. Era ed è il mio desiderio rimanere in Italia, sono convinta che ci sia molto da fare a livello paesaggistico nel nostro paese.
Avrei voluto lavorare in uno studio e con pazienza riuscire a mettermi in proprio. Putroppo mi sono resa conto che il settore del landscape in Italia è stato molto colpito dalla crisi.
Come architetto, vedevo buona parte dei progetti rimanere su carta per mancanza di fondi e questa cosa mi frustrava tremendamente. Allora ho deciso che era necessario affiancare un’altra attività a quella di Landscape Designer.

E qui, entra in scena il mio progetto “Alberta Florence”.

Quando mi sono resa conto che non sarei riuscita a rendermi indipendente esclusivamente con l’architettura, ho pensato di puntare parte delle mie capacità nel campo del design d’interni e sulla moda: le mie due passioni, oltre all’Architettura.

Nel progettare elementi di arredo (tende, cuscini, testate di letti…) e vestiti non seguo le mode, concepisco delle creazioni fuori dal tempo. Il progetta rimane sempre coerente a se stesso. Non ho mai voluto realizzare abiti di tendenza che debbano piacere a tutti. Il mio obiettivo è ideare e realizzare pezzi estremamente caratterizzati da elementi naturali e paesaggistici, in linea con il mio sentire ed il mio gusto.

giulia_mondolfi_image-2Fare la stilista non significa abbandonare l’Architetto che c’è in me. Anzi! Per quando concerne creazione, logistica e comunicazione ci metto tutta l’organizzazione, la razionalità e la forma mentis di un architetto.

Inoltre l’architettura è la mia fonte primaria di ispirazione. Il mio lavoro di landscape designer condiziona enormemente le forme, i colori e le fantasie degli abiti che disegno. Questo si può intuire dalle linee semplici degli abiti, ispirate al design scandinavo e dalle fantasie molto spesso geometriche e floreali.

Inoltre, come esercizio mentale, prima di ogni produzione, tendo a contestualizzare ogni abito in un architettura famosa (una casa di Le Corbusier, una villa Palladiana, una sala di Palazzo Pitti, una villa Medicea, un edificio di Alvar Aalto, ecc…). Mi è estremamente utile e naturale.

Quest’avventura ha tante salite e poche discese…

La più grande difficoltà che ho incontrato è far conoscere il prodotto. Avere contatto con giornalisti e blogger; era un mondo a me totalmente sconosciuto. Realizzare delle creazioni e metterle su mercato è molto diverso che lavorare su un progetto in studio.
Sto cercando di imparare in fretta logiche e dinamiche nuove.

Cerco sempre di assorbire i segreti di questo mondo con entusiasmo e voglia di fare. Ogni volta che ho un dubbio chiedo consigli.
Lo scambio per me è fondamentale.

Per fortuna non ci sono solo difficoltà ma anche conferme: piccoli e grandi segnali positivi che mi danno coraggio.
Ad esempio, all’inizio, è stato fondamentale realizzare che le persone apprezzano la mia creatività ed il mio gusto. Questo mi ha dato moltissima speranza ed è stata la gratificazione più grande.

Ogiulia_mondolfi_alberta 10ggi ho due grandi sfide all’orizzonte: vorrei riuscire ad organizzare una presentazione a Roma in primavera mixando arte, architettura ed abiti e mi piacerebbe moltissimo portare le mie produzioni a Milano, in qualche concept store.

Sarei felice di conoscere persone nuove, avere nuovi stimoli e scambi di idee all’interno della Community dei Laureati del Politecnico di Milano. Sono pronta a collaborazioni sia con designer che con architetti, per progetti di teatro, gallerie d’arte e design, installazioni.

Cosa mi ha insegnato il Politecnico che ti è servito maggiormente?Il Politecnico mi ha dato in primis un insegnamento di vita: rimanere sempre coerenti a se stessi ed essere costanti. Realizzando un progetto è necessario essere convinti della propria idea, comprovarla e giustificarla; non bisogna mai perdersi dietro le mode del momento.

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