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KISS 2014 as Wernher von Braun_marco tantardiniLa nuova storia di Agosto è dedicata a Marco Tantardini, Alumnus Polimi Ing. Aerospaziale 2006, che racconta alla Community degli Alumni del Politecnico di Milano la sua impresa “spaziale”. A soli 30 anni è riuscito a convincere la NASA sulla validità del suo progetto: catturare asteroidi nello spazio per poterli raggiungere e studiare più facilmente.

“Mi chiamo Marco Tantardini, ho 30 anni, e nel 2006 ho conseguito la Laurea Triennale in Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Milano.

Ho completato il Master of Science in Space Engineering alla TU Delft nel 2009, tuttavia vivendo in Olanda solo un anno, in quanto tra il 2007 e il 2008 ho lavorato in California (prima come intern alla Planetary Society a Pasadena, e poi come visiting scientist al Mission Design Center del NASA Ames a Mountain View) e infine nel 2009 ho studiato la mia tesi in astrodinamica e matematica applicata all’Universitat Politècnica de Catalunya a Barcellona.

Nel 2010 ho proposto al Keck Institute for Space Studies (KISS, un think and do tank al Caltech di Pasadena) uno studio molto particolare: l’Asteroid Redirect Mission (ARM).

In un discorso tenuto al Kennedy Space Center, il 15 aprile del 2010 il Presidente Obama annunciò il proprio piano per l’esplorazione spaziale oltre la Stazione Spaziale Internazionale: entro il 2025 NASA sarà in grado di mandare i propri astronauti a visitare un asteroide. Tuttavia presto questo obiettivo si rivelò troppo ambizioso e difficilmente realizzabile: l’attuale budget NASA e il fatto che gli asteroidi nelle loro orbite naturali siano spesso a mesi di distanza dalla Terra avrebbero reso improbabile la riuscita di una  missione umana verso un asteroide entro il 2025.

Pensai ad una soluzione diversa: volevo studiare la fattibilità di catturare roboticamente un asteroide e spostarlo attorno alla Luna, in modo da poterlo raggiungere in pochi giorni, anzichè in mesi. Decisi di applicare ad un progetto potenzialmente governativo (verso NASA) il metodo che si utilizza per creare e far crescere una startup. Così nel 2010 ho sviluppato l’idea e ho costruito il team, composto da ingegneri e scienziati americani di alto livello, provenienti specialmente dal NASA JPL.

Non è stato facile, in quanto all’inizio ho trovato molto scetticismo riguardo la mia proposta (alcuni scienziati di peso sostenevano che con le attuali tecnologie non fosse possibile catturare e spostare un intero asteroide) e una volta che sono riuscito a dare “momentum” al progetto mi sono dovuto difendere dagli squali (cosa che purtroppo può capitare, quando un progetto comincia a diventare grande).

Nell’aprile del 2012 il team al KISS ha pubblicato il report finale dei nostri studi e quell’autunno ho promosso il progetto con il NASA HQ a Washington DC.

Nell’aprile del 2013 White House e NASA hanno annunciato l’Asteroid Redirect Mission (ARM) come la nuova strategia americana per l’esplorazione spaziale oltre la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Sul numero di maggio del mensile americano Popular Science è uscito un articolo che racconta come l’avventura è cominciata, e quale è stato il mio ruolo agli inizi.

L’ingegneria è una disciplina bellissima: dura e spesso forse sgradevole all’università, ma alla lunga è un gioco molto divertente e creativo che può dare grandi soddisfazioni.

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