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Giancarlo Buratti è un altro Alumnus che rappresenta la poliedricità politecnica: è un Architetto Polimi e musicista (come i “compagni di Università” Edoardo Bennato, Demetrio Stratos o l’Ing. Stefano Belisari in arte Elio) ma è anche Architetto Scrittore come l’AlumniPolimi Award 2012, Gianni Biondillo.

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“Il mio percorso, prima scolastico e poi lavorativo, non è stato esattamente lineare. Ho sempre avuto parecchi interessi, sul curriculum scrivo “eclettico” versione edulcorata del termine “casinista”.

Dopo il liceo ho incontrato sulla mia strada la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, una delle istituzioni più prestigiose del panorama universitario italiano. Lì mi sono confrontato con parecchi colleghi, uno dei quali, Luca, sarebbe poi diventato mio socio. L’unico rammarico è quello di non aver potuto frequentare maggiormente la facoltà perchè all’epoca studiavo in conservatorio a Novara e lavoravo la sera come musicista professionista.
Gli anni del Poli comunque mi hanno davvero lasciato il segno, lì ho incontrato alcune delle persone più significative del mio percorso, una su tutte il Prof. Bruno con il quale mi sono poi laureato.

Dopo la laurea al Politecnico di Milano e dopo il diploma in conservatorio la mia carriera si è mossa in più direzioni, nel ’98 ho costituito con altri quattro musicisti il Quintetto Denner, un gruppo jazz col quale tutt’ora suono e che mi ha portato in tournee in tutto il mondo dall’Europa all’Asia, dall’Australia all’America ecc. ecc.
Con Luca, l’altro laureato Polimi, ho costituito nel 2000 uno studio per la costruzione di siti dinamici e gestione dati, la Oberon Grafica s.n.c., con la quale abbiamo sviluppato sistemi per importanti realtà tra le quali proprio il Polimi (gestione del Servizio di Prevenzione e Protezione) e poi la Provincia di Milano, quella di Monza e Brianza, fino alla creazione del portale per la ricerca di lavoro nel sociale “CoopMatch®” che conta, ad oggi, circa 50.000 iscritti in tutt’Italia. Nel frattempo ho conseguito la mia seconda laurea magistrale in lettere presso la Facolta A. Avogadro di Vercelli.

Nel 2000 ho anche iniziato una nuova avventura che, in questo momento, rappresenta la mia più grande passione: la scrittura.

Buratti_IlTempioL’anno scorso il mio quarto romanzo “Il Tempio” è stato finalista al concorso nazionale indetto da Repubblica e L’Espresso per la ricerca dei nuovi talenti della letteratura italiana.

L’idea alla base de “Il Tempio” è stata sollecitata da un’immagine. Ogni giorno tornando dal lavoro passavo davanti ad un boschetto, quello in copertina, e ogni volta la mia attenzione veniva risucchiata da quell’albero tutto storto nascosto dietro la linearità e la perfezione degli altri tronchi. Mi sembrava una presenza importante, mi sembrava che avesse, che dovesse avere una storia da raccontare.

“Il tempio” potrebbe essere definito un romanzo d’amore, perchè è di questo che si parla. L’amore tra padri e figli, tra amici e amanti. L’amore che lega, l’amore che trasforma, ma anche l’amore che pesa come un macigno, che diventa insopportabile, che si porta via ogni cosa, ogni prospettiva.
Al centro della narrazione, due personaggi: Francesco e Mario.
Francesco, in fuga dalla sua Sicilia e dalle ceneri della sua vita, all’affannosa ricerca di una seconda possibilità e Mario, un paziente psichiatrico dell’Istituto Santa Mirope di Milano, che si aggira per i corridoi e invecchia lentamente sulla sua panchina in mezzo al parco, tra l’indifferenza di tutti. Silenzioso e avulso dalla vita del centro. Il paziente perfetto: trasparente, muto… sconfitto.

Le loro strade si incrociano e le loro voci si mischiano alla straordinaria umanità che, ogni giorno, da vita a quel mostro autoreferenziale che è l’istituto. Un luogo dove tutto è immobile ed uguale a se stesso e, soprattutto, dove nulla è come appare.
Questo romanzo è un lavoro a cui sono molto affezionato e non solo per i riscontri che ha ricevuto, ma per la tenerezza che mi ha legato ai personaggi, per l’affetto profondo che ho provato per loro.

Non mi resta che ringraziare lo staff AlumniPolimi per avermi dato l’opportunità di rientrare in contatto con la nostra magnifica facoltà e con tutti voi.
A tutti coloro che si affacciano nel mondo del lavoro dopo aver conseguito un titolo di studio al Poli: scoprirete che il Poli vi ha dato tanto, competenze e insegnanti di eccellenza, ma soprattutto vi ha dato l’opportunità di confrontarvi con voi stessi.

Questa è un’opportunità rara, sappiatela sfruttare a fondo.
In bocca al lupo ragazzi!”

Il suo sito ufficiale

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