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Alessandro Motroni, laureato al Politecnico di Milano in Ing. Biomedica nel 2003, racconta la sua avventura politecnica che l’ha portato a fondare 3DIEMME srl: azienda attiva da 10 anni nel campo della diagnosi, modellazione anatomica e chirurgia guidata.

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On stage: momento della presentazione dei nostri sistemi, tenutasi al Vodafone Village di Milano due anni fa, davanti ad una platea importante di Medici.

Grazie all’intuizione di Alessandro, 3DIEMME ha realizzato un software che analizza e replica in 3D la parte completa del corpo del paziente da operare: ossa, tessuti molli, muscoli, parti vascolari.
Sul “paziente virtuale” si può effettuare una diagnosi tridimensionale e simulare l’intervento per poi rendere “reale” il tutto tramite tecniche di prototipazione rapida, in modo da gestire l’intervento in modo meno invasivo possibile e più personalizzato, in base alla conformazione fisica del paziente.

La simulazione ha un ulteriore vantaggio: comunicare in modo preciso e concreto al paziente il tipo di intervento che verrà eseguito. Il confronto fra medico e paziente è infatti spesso un fattore critico per il successo di interventi invasivi e nella pianificazione di impianti dentali e procedure di chirurgia maxillofacciale. Riproducendo fedelmente la realtà anatomica della parte del corpo interessata, è possibile informare e facilitare il paziente nel prendere decisioni realmente consapevoli sulla cura da intraprendere.

Ecco la sua storia ai microfoni della Community degli Alumni Polimi!

“Mi sono laureato al Politecnico di Milano in Ing. Biomedica nel 2003. Già durante la tesi mi sono occupato di quello che fa oggi 3DIEMME. Avevo affrontato insieme alla Prof.ssa Gabriella Tognola il tema dell’elaborazione delle immagini nel campo medico, a partire dalla TAC fino ad arrivare alla progettazione di protesi personalizzate.

Nel frattempo avevo cominciato a sviluppare delle collaborazioni nel settore della prototipazione rapida applicata al mondo medicale, al tempo molto meno diffusa di oggi. Le dinamiche erano iper-complesse ed i costi molto alti, non alla portata dell’utente comune. Una volta laureato, avrei voluto iniziare subito a lavorare nel campo della strumentazione ospedaliera e diagnostica per immagini, ma gran parte delle aziende italiane nel settore erano filiali di società a base estera che non gestivano Ricerca e Progettazione, trattando localmente solo la parte commerciale. Ho deciso di rimanere comunque in Italia, facendo la mia prima esperienza come Responsabile di Progettazione e Responsabile Sistema Qualità per un’azienda che si occupa di strumentazione di microchirurgia dell’occhio (E. Janach srl di Como).

Questa prima esperienza mi è servita per capire a fondo tutto il processo di progettazione, dall’”idea” sino ad arrivare al prodotto finito nel settore della microchirurgia. Nel frattempo il desiderio di spingermi oltre, mi ha portato a frequentare diverse fiere del settore internazionale e conoscere diversi colleghi che all’estero sviluppavano parti di software, diverse da quelle che già progettavo, portando avanti un’attività parallela al mio lavoro “ufficiale”.

La piattaforma software cominciava a delinearsi già nel 2005.

Fondamentale il confronto con medici del campo dentale e maxillo-facciale, unico settore privato in cui c’era un grosso sviluppo tecnologico: dell’imaging, della strumentazione chirurgica e delle applicazioni sia mediante tecnologia CAD/CAM che in prototipazione rapida.

Un altro aiuto importante per capire a fondo il mondo della diagnostica, progettazione d’impianti e progettazione virtuale di interventi fu il Dott. Antonio Norcini, che mi ha seguito durante la laurea: un importante professionista nel campo dell’odontoiatria che è stato davvero prezioso per la mia avventura. Grazie a lui ho scoperto che c’erano grandissime lacune nel campo della diagnostica virtuale: i costi di questi sistemi erano altissimi e gli strumenti software erano anche difficilissimi da utilizzare dai clinici che mediamente non avevano una preparazione tecnologica adeguata.
L’idea, quindi, era quella di creare una piattaforma semplice ed economica per gestire interventi chirurgici in modo ottimizzato e poterli spiegare meglio anche al paziente.

A tre anni dalla laurea, ho cominciato a vedere i primi frutti dello studio del software anche grazie al contributo della mia famiglia che mi ha sostenuto economicamente per comprare la prima stampante 3D. Così ho cominciato a creare i primi modelli ossei e i primi modelli anatomici con una maggiore precisione (ed economia) rispetto al passato e ai concorrenti. Parallelamente, insieme ad un collega ingegnere matematico e informatico, ho sviluppato la versione finale del software, subito certificato CEE come dispositivo medico di classe IIA (classe con elevatissimi gradi di controllo e precisione).

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3D reconstructions: esempi di modelli per uso maxillo-facciale, ottenuti da immagini TAC elaborate con le nostre Tecnologie

Oggi il software può funzionare anche su singoli pazienti. Questo traguardo è importante perché non tutti i medici hanno un numero di pazienti sufficiente per sostenere la licenza d’acquisto completa: in questo modo siamo in grado di offrire lo stesso servizio con costi ancora più bassi “a consumo”. In parallelo allo sviluppo del software abbiamo implementato la metodica di chirurgia guidata che consente di progettare su qualsiasi tipo di impianto dentale sia la parte di guida chirurgica che di protesi e d’intervento. In questo modo è possibile garantire la minor invasività sul paziente con risultati estremamente predicibili.

L’azienda è poi cresciuta con nuove macchine e nuovi ingegneri (ovviamente del Poli!), e stiamo ulteriormente sviluppando il software per funzionare su piattaforma cloud e mobile, per renderlo sempre più semplice da utilizzare e alla portata di tutti, estendendo la fruizione di queste Tecnologie ad un livello impensabile fino a pochi anni fa. Il mio sogno è quello di creare una realtà in Italia che dia il giusto merito agli Ing. Biomedici che oggi non hanno un ruolo progettuale di rilievo nel Paese.

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3D model: simulazione implantare e protesica digitale ottenuta con i nostri sistemi, pronta per la realizzazione degli ausili chirurgici da consegnare al clinico

Il settore dentale per noi è il punto di partenza, ma questo software e questa metodologia di lavoro potranno essere applicate a qualsiasi ambito della chirurgia.

Non è stato semplice… Il problema più grosso è stato creare un mercato da zero. Oggi tanti partono con investitori e con un budget consistente, per me non è stato così.

Io non ho mai perso la speranza. Vedere i medici credere nel mio progetto e, soprattutto, vedere pazienti soddisfatti e adeguatamente informati sugli interventi subiti, ha rappresentato un’enorme spinta per andare avanti.

Il successo di questo progetto lo devo anche al Poli! Ricordo con particolare affetto i corridoi delle aule dell’edificio 2 del Campus Leonardo dove seguivo le lezioni e sfidavo con tutto me stesso alcuni esami che, all’epoca, mi sembravano impossibili. Una vera palestra di vita.
Le sfide di oggi le vivo un po’ come vivevo gli esami al Poli e ringrazio l’Ateneo per avermi insegnato a sudare, a non mollare mai e, in fondo, a credere sempre ai propri sogni!

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